Cento metri di luce

                                                     


                                                  100 metri di luce



L'uomo occidentale è affetto da un morbo terribile : la fretta. Lo si trova espresso in moltissimi campi se non tutti, si pensa spesso alla destinazione, al domani, a programmare e prevedere, così tanto spesso da perdere di vista il presente. Quando ho incominciato a studiare le arti marziali ero molto giovane, circa 5, 6 anni e come tutti i bambini occidentali avevo sempre una domanda che mi si affacciava alla mente: perché? Cioè, volevo sapere il perché di questo o quell’ esercizio, a che serviva insomma.. È dall altra parte solo due tipi di risposte erano possibili: A:” te ne accorgerai” B: “perché è così, se non ti sta bene la porta sta li”… E chiaramente, dopo aver collezionato un po’ di risposte del secondo tipo ho imparato a stare zitto.. A poco a poco, quelli che sembravano movimenti inutili o strani o addirittura esempi di una fuori luogo autorità fine a se stessa hanno mutato la loro natura. La nebbia si è dissolta quando ho cominciato a muovermi e a reagire in un modo diverso, da lì a poco ho cominciato anche a darmi risposte. Spesso si dice che il percorso marziale rispecchia o rappresenta il percorso individuale di un individuo, proprio perché tutte queste attività si svelano solo a un certo punto… Sembra strano, lo so, ma proviamo a ragionare insieme: io studente vado in palestra e tiro 50 pugni, ogni volta che vado, quindi 2, 3 volte alla settimana. Per anni.. Questo crea memoria muscolare, ed essa forse un giorno mi tornerà utile, se mai dovrò combattere fuori dal contesto sicuro della palestra, magari per difendere me o chi mi è dietro. Probabilmente di quei milioni di pugni ne tirerò uno, che magari mi permetterà di mettere  in salvo me e chi è con me. Ora pensiamo allo studio nella vita quotidiana: leggo, studio, memorizzo e prendo appuntii, così per anni. Poi magari, a distanza di tempo mentre parlo con qualcuno, i ricordi dei miei percorsi vengono a galla e finiamo per confrontarci su temi particolari che sono stati mie materie e da lì esce una offerta di lavoro, o magari ho una ispirazione per  intraprendere qualcosa in cui posso realizzarmi…

Tutto questo è un po come la guida di notte.. Credo che a ognuno di noi sia capitato di viaggiare di notte. È un modo di spostarsi diverso dal viaggio di giorno, perché di fatto indipendentemente dalla meta puoi vedere solo i 70 100 metri illuminati dai fari e soltanto ad un certo punto la destinazione appare davanti a noi. Pensarci prima, di fatto altera il nostro percorso, poiché se prima di arrivare mi concentro su ciò che non posso vedere, in essenza perdo  la padronanza del presente, dal momento che mi trovo ad essere fisicamente in un contesto ma mentalmente in un altro. Ciò, oltre ad essere controproducente è anche pericoloso, poiché si abbassa l attenzione sul qui e ora. Di fatto ogni realtà di creazione è coerente con questo esempio poiché nel processo creativo molto spesso la somma dei comportamenti è diversa dal risultato finale, che arricchisce in maniera completa me stesso e chi mi circonda. La realtà competitiva invece trova la sua base in un concetto totalmente diverso: togliere a qualcuno qualcosa che voglio io e che forse sarà mio, ma sicuramente per un tempo determinato, di fatto il mio arricchimento è impossibile senza l impoverimento di qualcun altro.. :completamente sbagliato. L unità sociale, della famiglia o la personale integrità non viene rafforzata dal rubare qualcosa a qualcuno, dal distruggere il suo presente, ma dal creare insieme qualcosa, o creare da soli  e magari  diventare ispirazione. Così se voglio aiutare qualcuno, anche in palestra.. Piuttosto che concentrarmi sul suo presente, è utile condividere il mio risultato, perché di fatto, se lo posso fare io lo puoi fare anche tu! Questo è un altro enorme parallelismo tra la vita e le arti marziali: un istruttore mostra le tecniche, un Maestro guida, e dà l’esempio. Ma nessuno è perfetto… ragioniamo un attimo su questo per favore. Il compito di chi sta “più avanti” è mostrare che si può progredire, ma è necessario che chi sta “indietro” guardi  quel percorso, non i difetti della guida.. Cito un personaggio che forse molti conoscono: IpMan, il Maestro di Bruce Lee, fumava la pipa, e il fumo è sbagliato. Secondo te, il giovane  Bruce, si è lasciato distogliere da questo, o ha cercato di imparare ciò che quell’ uomo voleva trasmettergli? È sinonimo di mancanza di carattere concentrarsi sul difetto piuttosto che mettersi in discussione… Non ha senso concentrarsi sul dopo, o sul come.. Bisogna agire! Andare! Vai dove devi andare perché il tuo futuro lo crei nel tuo presente, il tuo viaggio lo percorri 70, 100 metri alla volta, solo dopo che hai percorso quelli, ne vedi altrettanti.. Tutte queste parole per dire.. Questa è la mia avventura.. Partiamo! 


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