Bushcraft, survival, attrezzatura e impostazione


 Bushcraft, survival, attrezzatura e impostazione


In svariate occasioni mi sono confrontato con appassionati di sopravvivenza, Bushcraft, e molti di loro  hanno secondo me un approccio poco coerente con le necessità che le discipline esaminano. Di fatto concentrano i loro studi su tecnologie primitive che venivano usate per crearsi attrezzatura, come per esempio oggetti da taglio o cordame. Ora, per quanto il cordame in una situazione di lungo periodo sia destinato a finire prima o poi, per ciò che riguarda gli strumenti da taglio questo discorso non fila. Mi spiego meglio.. Sono stati elencati nelle cosiddette 5 c della sopravvivenza  le categorie di oggetti più difficili da ricreare in natura. Tra essi ci sono contenitori, coperte, attrezzi da taglio, cordame e accendifuoco. Nella mia storia ogni volta che mi sono avventurato in un bosco avevo sempre con me praticamente tutti o quasi questi oggetti. Io la considero così, esattamente come in ogni automobile abbiamo bisogno di dispositivi di sicurezza attivi e passivi, così ne abbiamo bisogno nella natura selvaggia. Anche nella più remota ipotesi che perdiamo il nostro zaino, dovremmo avere almeno il coltello alla cintura e magari qualcosa in tasca… quindi, in situazione di necessità, ipotesi 36/48 ore, non avrei mai il tempo né le risorse energetiche per costruire un ascia o altri attrezzi da taglio, anche perché le mie priorità dovrebbero essere altre, per esempio un riparo, un fuoco, e dell’ acqua disinfettata. Va da se che tutte queste cose obbligano già di fatto ad avere uno strumento da taglio, valido, affidabile, e affilato, preferibilmente al carbonio, col dorso a 90 gradi e necessariamente full tang. Survival significa essere in grado di sopravvivere ad una situazione imprevista, in cui ci troviamo drammaticamente fuori dalla nostra zona di comfort, situazione caratterizzata dalla necessità di conservare risorse, conservare calorie e conservare forza mentale e fisica. Ora, mentre me ne vado in giro per trovare la pietra che mi serve per costruire l ascia, e le pietre che mi servono per modellarla, il mio umore la mia energia calano, poiché invece che starmene avanti al fuoco che non ho potuto accendere perché non ho un coltello, dentro il mio riparo che non ho potuto costruire perché non ho ne coltello ne corda, dovrei andare girando per trovare questi materiali e  creare la corda per legare la testa dell ascia sul bastone. Assurdo! Ipotizzare come giustificazione la necessità di avere con noi uno zaino esageratamente grande e scomodo per contenere il necessario è ridicolo.. Il necessario per 36 ore o 48 entra tranquillamente in un tascapane, e coltello, corda,  acciarino e poncho stanno tranquillamente alla cintura. Quindi appare chiaro come certe abilità siano secondarie. Attenzione, secondaria non significa inutile, infatti, avere la capacità di provvedere alle mie necessità, costruendo oggetti e attrezzature aumenta di molto la mia possibilità di sopravvivere nel lungo periodo,ma non a breve! Chiaramente un certo tipo di ragionamento ha particolarmente senso nel 21 secolo, e noi viviamo ora! Acquistare il necessario per risolvere situazioni di emergenza è proprio semplice! Basta cercare le cose giuste, un coltello full tang meglio se in carbonio, un poncho d emergenza, meglio se riflettente, una rocchetta di cordino palamiti, una gavetta e un acciarino… niente di che. 

L'ambiente naturale necessita di attrezzatura, dal vestiario agli strumenti, se non vogliamo avere con noi questi materiali non ci avventuriamo,esattamente come un marinaio che affronta il mare, se non ha intenzione di usare le carte nautiche la bussola e il salvagente, meglio se rimane a riva! Il coltello è necessario per l uomo dei boschi esattamente come la bussola e il salvagente lo sono per il marinaio.. Preferibilmente in carbonio, full tang, maneggevole, capace di produrre scintille, facile da riaffilare, un arma all occorrenza,tutto in uno! Ora una domanda.. Quel poveraccio che ha passato ore a costruirsi l ascia di pietra, riesce a usarla per rimpicciolire tronchi per il fuoco? Riesce a processare materiali, creare intagli e legature per costruire trappole per procacciarsi il cibo? O una lancia a 4 punte per cacciare rane, pesci e serpenti? Queste sono le priorità, non la tecnologia paleolitica, questa è una bellissima attività ma il suo valore è complementare rispetto a fuoco, riparo acqua.. Posso aver bisogno di qualcosa nel qui e ora, per esempio sostituire il manico di un tomahawk o dell’ ascia, o crearmi posate e piccole facilitazioni che posso costruire in semplicità avanti al mio bel fuoco acceso con quei pochi oggetti che avevo. 

Quando parlo di Bushcraft la mia ispirazione più profonda la traggo dai pionieri del 18 e 19 secolo, che attraversavano territori esagerati e provvedevano a tutto da soli. Questi uomini partivano con delle attrezzature per processare materiali naturali, attrezzature per la caccia, per la pesca e del cibo! Quindi in realtà nemmeno l approccio di dover necessariamente catturare qualcosa per praticare Bushcraft ha senso.. Cercare necessariamente l estremo, rischia di essere controproducente, nel senso che poi alla vera necessità rispondere con la caccia, la pesca o il trappolaggio si manifesta come un grandissimo problema. Puoi! Certamente unire del pesce, delle erbe spontanee o della selvaggina al tuo pasto, ma non sapendo in quale contesto si verificherà la nostra “esperienza ”conviene avere con noi una alternativa, ne va della nostra vita! La logica della sopravvivenza è, di fronte a un inconveniente che ci blocca nella natura selvaggia, trovare un buon posto per il campo, accendere il fuoco e prepararci un riparo,recuperare acqua e disinfettarla poi disseminare il perimetro di trappole, poichè non so ne se, ne quando, ne tra quanto i soccorsi arriveranno, quindi la possibilità che le mie riserve finiscano è concreta. Non l ascia fatta con i sassi! Credo faccia più comodo una persona che mi insegni come si fanno le trappole e come si accende il fuoco con poco niente, o i nodi principali, come purificare l acqua.. Non l ascia con le pietre. O pensare che a necessità io possa provvedere alle mie esigenze di cordame usando le fibre vegetali delle piante attorno a me . Considerando che la corda da palamiti costa circa 7 €, il paracord circa 9,appare chiaro che di fronte a 30€ di corde ho mesi e mesi di autonomia.. Nel lunghissimo periodo avrò bisogno di ricostruire la mia corda, ma nel lunghissimo! Sopravvivenza propriamente detta riguarda 36 48 ore che posso affrontare comodamente con un tascapane. Io la vedo così la mia avventura.. Partiamo! 


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