Se non c è una lama non è silat

Ogni esperto di quest’ arte sa che questo è più di un motto, é la realtà.

Anche quando si pratica disarmati, l avversario viene sempre considerato armato, perché nel Silat non c’è secondo round. Differentemente da un approccio sportivo, dove è scontato che i colpi si danno e prendono, e c’è quasi la cultura di poterne incassare di più, nel mio stile non è così. Perché ogni stile autentico di Silat, è nato durante uno dei quattro imperi, quindi per la guerra, cioè per sopravvivere a scontri mortali contro nemici, non avversari, potenzialmente armati e sicuramente motivati. Perciò le armi, in special modo le armi da taglio ricoprono un ruolo davvero predominante nel Silat. Ma ogni arma ha la sua propria scienza… un approccio diverso assolutamente affida la sua efficacia a dei componenti che non sono mai verificabili, cioè la fortuna e l inadeguatezza dell’ aggressore, nella classica ipotesi che sia uno che si trova in mano un arma, non che ne abbia conoscenza. Rischioso… io posso combattere in un ring o sul tatami senza avere la certezza che il mio avversario sia preparato, poiché se mi sbaglio è si rivela invece il classico “brutto cliente “perdo l incontro, o mi trovo in difficoltà, ma comunque c’è un arbitro che interrompe una situazione potenzialmente fallimentare. Quando invece ragiono contro una lama o un arma in genere, il rischio è ben diverso.. In quest ottica è naturale come sia auspicabile conoscere la natura dell' arma che ho di fronte, per sapere quali sono i punti deboli e gli aspetti più pericolosi. Chiaramente il mio allenamento deve prevedere differenti approcci per differenti armi e contesti. Solo un Vero maestro sa aprire gli occhi del praticante su aspetti simili. In realtà nel mondo delle arti marziali ma soprattutto dello sport da combattimento, si parla troppo spesso in modo sbrigativo del combattimento con le armi, enfatizzando l aspetto fisico del combattimento a mani nude e riducendo l approccio con coltello o bastone o qualunque altra arma come il prolungamento del braccio. Per capire quanto sia sbagliato ragionare così, basta secondo me spostare il piano sulle mani nude,di fatto trattare un kerambit come un’ascia o un coltello come un bastone sarebbe come trattare un calcio come un pugno…penso sia abbastanza chiaro il non senso della cosa. Ogni settore di combattimento ha il suo syllabus, cioè il suo gruppo di buah che costituiscono l esame relativo e componendo di fatto il bagaglio culturale tradizionale della disciplina. Ogni livello raggiunto apre nuovi risvolti anche sui precedenti, poiché evidenzia il legame tra realtà apparentemente separate. Quindi di fatto con l educazione in un certo ambito si acquisisce anche maggiore adeguatezza in altri. Per esempio la colonna vertebrale del Silat Harimau Berantai è il coltello. Esso è forse il primo strumento inventato dall uomo, chiaramente nella sua forma rudimentale, ma come oggetto atto a separare e bucare è stato il primo frutto dell’ ingegno dell’ uomo primitivo. Anche per questo è la prima arma del mio sistema, strumento di sopravvivenza in inteso come PISAU, è strumento per combattere inteso come BELATI. Possiamo infatti dire senza paura di smentite di essere prevalentemente combattenti di coltello..

Allora.. Sei pronto per questa avventura?


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