La via della pace
Forse proprio l amore per la pace è il più solido legame tra silat e bushcraft. Nonostante un approccio del tutto differente che contrappone disciplina di stampo militare a una visione definibile personale e libera, entrambe le attività aiutano a trovare equilibrio. Attraverso la ricerca e il rafforzamento della fiducia in sé stessi infatti, rendono l individuo più libero di esistere in mezzo ai suoi simili in contesto urbano e da solo nella natura selvaggia. Accrescere la propria fiducia in sé stessi significa sottoporsi a percorsi formativi in cui si impara a risolvere le difficoltà e sfruttare il mondo esterno per ciò che è necessario. Chiaramente rispettando la natura, il prossimo e se stessi. Entrambe le culture hanno origini lontane, ma mentre nel Silat trovo le fondamenta in secoli di evoluzione in paesi lontani da me, il Bushcraft racchiude tutte quelle “scienze” che erano proprie del mondo prima della tecnologia. Non c è una vera e propria origine a cui riferirsi, eccezion fatta per il nome : George Washington Sears, alias, “nessmuk”è stato il primo ad utilizzare i termini “woodcraft”e “bushcraft” per indicare tutte quelle attività da realizzarsi con l ausilio di risorse naturali, il cui scopo è migliorare la permanenza in natura. A livello concettuale troviamo un altro importantissimo punto in comune: combattere se stessi. Nelle arti marziali si impara a fronteggiare minacce fisiche, e a migliorarsi attraverso un programma di evoluzione che contribuisce creare il carattere, quello stesso carattere che permette di vivere con disciplina, svolgendo anche i compiti meno desiderabili come se piacessero. Questa è disciplina. Si sviluppa in allenamento e si ripercuote nella vita. La disciplina serve non solo ad agire ma anche a non muoversi… intendo che un Pesilat cerca sempre la via migliore per evitare il conflitto, poiché anche se conosce molti modi per essere letale, non ne conosce nessuno per ridare una vita spezzata. In un bosco d’altra parte non ci sono vere minacce, se non quelle che la nostra mente proietta. Ecco che la calma e l equilibrio permettono la visione d insieme che riesce a garantire la pace con sé stessi e con la natura. Anche la possibilità di incontri con animali selvatici non si risolve praticamente mai in uno scontro, sempre che l uomo sappia come comportarsi… un esempio, cercare di agguantare un cucciolo di cinghiale quando non si è sicuri che la madre non sia nei paraggi facilmente è una delle cose capaci di smentire ciò che ho appena detto… Ma in tutti gli anni che ho girovagato per boschi più che a qualche metro di distanza non ho mai avuto la fortuna di essere avvicinato da nessun animale. Un altro livello interessante in cui le due discipline si incontrano è quello collegiale. Una comunita di “bushcrsfters”è in equilibrio e in pace poiché ognuno, a seconda delle proprie abilità e inclinazioni da il contributo per lo svolgimento delle attività quotidiane. D altra parte, una comunità di Pesilat vede individui con ruoli definiti in base alla carriera marziale che si spalleggiano nell apprendimento e assolutamente sono consapevoli che il vero risultato si ottiene sul piano creativo, quindi competere per essere i migliori lasciando indietro chi ha bisogno, è un comportamento da biasimare. Umiltà, rispetto, consapevolezza e fiducia in se stessi sono i capisaldi della via della pace.
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